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  1. Lambro, il cavo Diotti scongiurerà le piene
  2. Parco Valle Lambro e Vigili del Fuoco al lavoro per prevenire le piene
  3. Lambro pulito, il più importante monumento per l'Expo 2015
  4. Cavo Diotti: due secoli di storia e c'è ancora il signore delle acque

Lambro, il cavo Diotti scongiurerà le piene

13 dicembre 2008

La Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, di concerto con l'assessore alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi, ha approvato il provvedimento per l'acquisizione al demanio regionale del Cavo Diotti, canale che congiunge lago di Pusiano (Como) e fiume Lambro, con uno stanziamento di 2 milioni per opere di ripristino che serviranno a contenere le piene del Lambro.
"L'acquisizione del Cavo Diotti - ha detto l'assessore Boni - da parte della Regione Lombardia rappresenta un'occasione importante per la definizione delle corrette strategie di gestione del rischio idraulico per tutta la valle del Lambro.
Sarà così possibile la predisposizione di un modello idraulico idoneo, sia alla previsione di piena, sia alla gestione in tempo reale della regolazione del corso d'acqua, evitando così esondazioni che anche in passato hanno causato danni rilevanti".
"L'opportunità di acquisire il Cavo Diotti, conosciuto anche come Cavo Reale - ha spiegato l'assessore Buscemi - si inserisce nell'ambito delle azioni di Regione Lombardia volte alla previsione e regolazione delle piene del lago e del Lambro, che periodicamente sono causa di fenomeni di gravi allagamenti nelle zone densamente urbanizzate della Brianza e dell'hinterland milanese".
Il canale artificiale, ideato dall'avvocato milanese Luigi Diotti, venne realizzato in epoca napoleonica per collegare il lago di Pusiano al fiume Lambro per la pesca e per l'adduzione dell'acqua ad una serie di mulini posti a valle, durante i periodi di secca del fiume. Cessate tali necessità, l'opera è stata utilizzata per esigenze di carattere turistico-ambientale-ricreativo.
Allo stato attuale l'opera (manufatti idraulici di regolazione, canale di collegamento lago-fiume) necessita di una serie di lavori di adeguamento e manutenzione richiesti dal Registro Italiano Dighe, che saranno finanziati per un importo di 2 milioni di euro dalle Direzioni generali Territorio e Urbanistica e Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile della Regione.
Queste opere, una volta ultimate, permetteranno di regolare con maggiore efficacia i livelli del lago di Pusiano, migliorando quindi le condizioni di sicurezza.
La realizzazione delle opere idrauliche di adeguamento e la gestione dell'opera sarà effettuata dal Parco regionale della Valle del Lambro, che firmerà un'apposita convenzione con Regione Lombardia.
"L'efficace sinergia tra Regione e Parco della Valle del Lambro - hanno aggiunto gli assessori Boni e Buscemi - garantirà un'attuazione degli interventi ed una gestione orientata alla prevenzione dei rischi idraulici lungo il lago e il fiume Lambro ma anche la salvaguardia e valorizzazione ambientale dei luoghi e delle sponde lacustri".
Con l'acquisizione del Cavo Diotti e la più efficace regolazione dei livelli del lago si compie un ulteriore avanzamento dell'azione regionale di prevenzione prevista dal Piano di assetto idrogeologico dell'Autorità di bacino del fiume Po (variante fiume Lambro 2002) e si mette a regime il sistema di controllo delle portate per l'intero bacino del Lambro che consentirà la previsione del colmo di piena e l'allerta nelle aree della Brianza, di Monza e Milano, dove più volte si sono manifestate le maggiori insufficienze idrauliche del Lambro e dove i danni a persone e cose in caso di esondazioni sono rilevanti.
(fonte: Regione Lombardia)


Parco Valle Lambro e Vigili del Fuoco al lavoro per prevenire le piene

19 maggio 2009

Dopo le recenti e abbondanti piogge che avevano messo in allarme la Brianza sulla piena dei fiumi che la attraversano, venerdì scorso il Parco Valle Lambro ha organizzato un incontro informativo per lavorare sempre di più sulla prevenzione.   Il Parco infatti si sta sempre più  impegnando a regolamentare il Lambro e l'intero sistema idrico, con opere e azioni concrete, e un'attività di comunicazione e divulgazione che si sta ramificando sul territorio, per collaborare in fatto di prevenzione delle emergenze.

I Vigili del Fuoco di Carate Brianza hanno ascoltato gli esperti del Parco nella consapevolezza della necessità di essere costantemente aggiornati sui meccanismi di piena del fiume Lambro e sulle conseguenti linee di intervento. Alla presenza di una sessantina di volontari di Carate, l'ing. Daniele Giuffrè, responsabile per il Parco Valle Lambro della diga (Cavo Diotti), che regola il deflusso delle acque del lago di Pusiano, si è soffermato in particolare sulle caratteristiche delle ondate di piena anomale come l'ultima avvenuta alla fine dell'aprile scorso.

L'ultima piena infatti è stata improvvisa, ed ha avuto origine dalla Bevera di Molteno proprio mentre il lago di Pusiano, attraverso il Cavo Diotti, veniva impiegato per invasare le acque provenienti dal Triangolo Lariano. Il tema delle piene delle Bevere recentemente è stato più volte sollevato dal presidente del Parco Valle Lambro Emiliano Ronzoni. Mentre infatti la presa in carico del cavo Diotti da parte del Parco sta permettendo di gestire con relativa sicurezza le piene del Lambro, il ritardo sul progetto per la prevenzione delle piene della Bevera di Molteno, già finanziato dalla Regione, sta provocando non pochi problemi..

Prossimamente sarà organizzato dal Parco Valle Lambro e dalla protezione civile un incontro pubblico per far crescere la cultura della prevenzione e della sicurezza. Le due realtà si faranno inoltre promotrici di un coordinamento per un piano di difesa di protezione civile dei paesi rivieraschi sia del lago di Pusiano sia del fiume Lambro, oggi assente.

(Fonte MBNews) 

Lambro pulito, il più importante monumento per l'Expo 2015

17 luglio 2009

Il fiume Lambro pulito, secondo il Presidente di SlowFood Carlo Petrini, potrebbe rappresentare il "monumento" più significativo che l'Expo di Milano 2015 possa augurarsi di avere. Proprio come la Torre Eiffel per Parigi 1889. Carlo Petrini lo ha affermato nel corso del suo intervento agli Stati Generali dell'Expo 2015, svoltisi a Milano il 16 e 17 luglio. Secondo il Presidente di SlowFood "occorre trasformare la civiltà dei consumi in una civiltà della solidarietà, della natura e del consumo sostenibile" riavvicinandosi alla terra ed alle sue risorse e attività. Recuperare il rispetto per la natura significa, in primis, riportare al loro antico splendore i corsi e le sorgenti d'acqua, della Lombardia e del Paese intero. Quelli lungo i quali il più grande genio italico, Leonardo Da Vinci, portò avanti i propri studi di idraulica; quelli da cui attingiamo ogni giorno per irrigare i campi e dai quali dipende la qualità degli alimenti di cui ci nutriamo. Per questo un fiume Lambro rivitalizzato, rinsavito, depurato, diverrebbe il simbolo ideale dell'Expo. In questo percorso di riavvicinamento alla terra, i giovani potrebbero ritornare all'agricoltura - nei campi prossimi alla città - vivendo la modernità ed allo stesso tempo recuperando i valori e la salubrità della vita di campagna. I ragazzi che visiteranno l'Expo potranno trovare in Milano - secondo l'idea proposta da Carlo Petrini - un esempio di città che sta attraversando una profonda trasformazione, volta allo sviluppo sostenibile. Un cambiamento evidentemente basato più sulle idee che sui manufatti e sullo sviluppo delle energie rinnovabili.

(Fonte Contratti di Fiume)

Cavo Diotti: due secoli di storia
E c'è ancora il signore delle acque
Viaggio dentro la diga che risale al 1812 - Mantenuti anche i meccanismi manuali

 

Alla scoperta del Cavo Diotti, la diga di Merone. La storia  di questa opera idraulica ha inizio con la fine del '700 per  trovare una soluzione alle frequenti inondazioni che  interessavano una parte dei Piani d'Erba, oggi  Pontenuovo di Merone.
 C'è la testimonianza di Carlo Redaelli, che in una cronaca  del primissimo '800 afferma di aver potuto osservare   l'unione dei laghi briantei Pusiano, Alserio, Annone e Isella  in un'unica grande distesa d'acqua, chiamata «Magno  Eupili». A seguito di queste inondazioni sorse la necessità di regolare le acque giungendo così agli albori del torrente Lambrone e del Cavo Diotti, di cui si parlava dal 1793. Dopo il primo studio di fattibilità, affidato all'ingegner Giudici nel 1809, l'opera venne approvata nel 1812. Il Lambrone non è altro che la deviazione del Lambro che entra come emissario nel lago di Pusiano e torna ad uscire come fiume Lambro percorrendo il tratto di Pontenuovo. Il Cavo Diotti, che libera dalla minaccia di inondazioni e assicura un incremento di immissione d'acqua nel lago di Pusiano, dal 2008 è stato affidato in gestione al Parco della Valle del Lambro, che può contare sull'aiuto di numerose associazioni per la pulizia degli argini. Rientra nelle competenze del registro grandi dighe italiane, siccome il serbatoio ha un volume d'invaso superiore a un milione di metri-cubi, e può addirittura raggiungere un volume di 18 milioni di metri-cubi prima di un'eventuale esondazione. È però necessaria una vigilanza rinforzata nei momenti di prolungate piogge.
L'uomo delle acque è l'ingegner Daniele Giuffrè, da gennaio responsabile della diga. «Il Cavo Diotti ? spiega ? è dotato di un sistema di chiuse che sono regolabili sia manualmente che elettricamente, dagli anni '50. Sono due e sono alte 70 centimetri e lunghe due metri ognuna. Le chiuse vengono aperte nei periodi di pioggia, così che il lago possa essere svuotato per sopportare la piena del Lambrone, sempre però dissociando l'apertura della piena del torrente Bevera a Molteno, che altrimenti causerebbe altri danni nella parte più bassa del Lambro. Nei periodi di criticità, con l'aiuto del camparo, devo essere presente nella struttura per poter monitorare il livello di innalzamento dell'acqua, che possiamo calcolare con un idrometro. Con l'apertura totale delle chiuse si possono liberare 30 metri cubi di acqua al secondo e quando si decide di intervenire deve essere azionata la sirena, che avverte dell'apertura, suonando per tre minuti e consentendo ai pescatori e a chi si trovi ai margine del fiume di allontanarsi».
Entro due anni dovranno essere sistemate la casa del camparo, e messe a punto le nuove paratie, che andranno a sostituire quelle esistenti per rendere ancora più sicuro il controllo. Oggi infatti la casa del camparo, colui che è sempre stato addetto alle chiuse, è un ripostiglio di tutti gli attrezzi e l'occorrente di ciò che serve alla manutenzione; ma non può dare accoglienza, compito che invece avrà il futuro ufficio che verrà realizzato al piano superiore.
(Mara Cavalzutti - La Provincia di Como)